Emergenza Freddo: Apriamo un centro di accoglienza anche nel VII Municipio #cinecittabenecomune

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BASTA CON IL PATRIMONIO ABBANDONATO E LA CHIUSURA DEI SERVIZI ALLA PERSONE

La nuova ondata di freddo sta mettendo a dura prova le 8000 persone che vivono nelle strade di Roma. La città sempre più povera deve far fronte anche a questa emergenza che ogni anno semina vittime. Il comune ha predisposto 400 ricoveri, molti dei quali sprovvisti di docce e altri servizi, nel nostro municipio non esiste nessuna struttura di ricovero e da diversi anni ha chiuso anche il servizio Kaspar Hauser al Quadraro che si rivolgeva proprio ai senza tetto.

Un anno fa chiudeva in via Sestili 7, sempre al Quadraro un servizio pubblico importante, il centro diurno e notturno La Tartaruga del Serd, gli operatori hanno perso il lavoro e gli utenti non hanno ricevuto un’alternativa, ad oggi quei locali allestiti e attrezzati rimangono chiusi e abbandonati quando potrebbero essere una risposta importante e concreta. Questo è avvenuto nel silenzio più assordante delle istituzioni locali e della giunta Lozzi che sul Quadraro vanta un piano di riqualificazione calato dall’alto e disattento a quanto accade realmente nel territorio, in quanto a recupero di nuovi spazi ed erogazione dei servizi sociali di pubblica utilità.

Per questo abbiamo deciso di accendere i riflettori e proporre una nuova vita a questi locali magari partendo dall’emergenza freddo per creare un centro di accoglienza, o qualsivoglia servizio pubblico rivolto ai bisogni dei cittadini.

Sono tantissimi i locali di proprietà pubblica dismessi e le serrande abbassate nel nostro territorio, nei scorsi giorni ne abbiamo denunciati a decine nel quadrante del quartiere Don Bosco. il rilancio di tale patrimonio immobiliare in disuso potrebbe essere utilizzato per creare nuovi servizi e nuovi posti di lavoro. L’uso responsabile di questi beni potrebbe dare nuova forza all’economia locale e ridisegnare un nuovo modello di crescita del nostro territorio in funzione del rispetto dell’ambiente dei diritti e del lavoro. Per questo chiediamo alle istituzioni Regione, Comune e Municipio di aprire un tavolo di discussione sul futuro di questi locali di proprietà comunale.

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