Nel cuore del Parco Regionale dell’Appia Antica, dove la storia si stratifica nel suolo e nelle pietre millenarie, nasce Appia Arborea, un progetto fotografico che propone un itinerario per immagini dedicato agli alberi di pregio del Parco. La mostra offre uno sguardo profondo e silenzioso sulla presenza viva degli alberi monumentali, protagonisti di un paesaggio in cui natura, tempo e memoria si intrecciano in modo indissolubile.
Appia Arborea si configura come un invito a seguire con lo sguardo il legame sottile che unisce terra, luce e tempo. In un territorio segnato dall’incontro tra suoli alluvionali e colli tufacei, gli alberi non sono semplici elementi naturali, ma vere e proprie presenze viventi, custodi di storie stratificate e testimoni del lento fluire del tempo. La fotografia diventa così strumento di interpretazione, capace di restituire la complessità del paesaggio e il dialogo continuo tra ambiente naturale e tracce della storia.
Gli scatti mettono in evidenza le tessiture della luce che attraversano chiome, cortecce e spazi aperti, restituendo allo spettatore l’esperienza di un tempo sospeso. In alcune immagini il punto di vista si amplia grazie all’uso del drone, permettendo di osservare gli alberi all’interno del loro contesto paesaggistico, evidenziando la relazione profonda tra l’individuo arboreo e l’ambiente che lo circonda.
Il percorso fotografico racconta alberi simbolo del Parco dell’Appia Antica, come il pioppo monumentale della Valle della Caffarella, le roverelle che disegnano ombre sui pendii, il leccio storico immerso nelle stratificazioni archeologiche e gli ulivi dell’Olivetaccio. Ogni soggetto è ritratto nella sua monumentalità e nel suo ruolo di punto di connessione tra suolo, memoria e presenza umana, all’interno di un paesaggio che unisce campagna, storia e racconto urbano.
La mostra Appia Arborea è a ingresso libero ed è visitabile tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00 presso la Sala Nagasawa della Cartiera Latina, in Via Appia Antica 42.
Il progetto è firmato da Luigi Avantaggiato, fotografo freelance e documentarista. Dopo un dottorato di ricerca in studi visivi, ha sviluppato un percorso professionale orientato alle trasformazioni socio-antropologiche e ambientali. I suoi lavori sono stati pubblicati su testate internazionali come Nature, Washington Post, Al Jazeera, POLITICO, Liberation, Il Corriere della Sera e Il Venerdì di Repubblica, ed esposti in mostre e festival in Italia e all’estero. È inoltre autore di saggi e articoli dedicati alla fotografia, al cinema e alle arti visive.


