Mappare la memoria dei nidi di vespe al Quadraro

Mappare la memoria dei nidi di vespe al Quadraro

Mappare la memoria dei nidi di vespe al Quadraro, ricordando il rastrellamento del 1944 17 Apr 2021 – Walkabout della Comunità educante diffusa

Sabato 17 aprile, alle ore 16 (dalla metro Porta Furba-Quadraro, ai tornelli) parte il walkabout che ricorderà uno degli eventi più gravi di Roma Città Aperta: il rastrellamento accaduto al Quadraro nel 1944, in quello che Kesserling definiva uno dei dei “nidi di vespe”. Un atto di tale crudeltà che fece riconoscere al Quadraro la medaglia d’oro al Valor Civile.

Si ripercorreranno quei momenti, camminando nei luoghi di quella che allora era borgata proletaria, ascoltando, con dei sistemi radio, le testimonianze registrate di alcuni protagonisti, conversando nel walkabout-esplorazione partecipata radionomade condotto da Urban Experience.

Parteciperanno Elena De Santis (assessora alle politiche educative e culturali del Municipio VII), lo storico Pierluigi Amen, Ascanio Celestini, Bianca “la Jorona” Giovannini che canterà “Roma città aperta”, Ugo Spagnuolo, artista che ha curato proprio nella stazione metro al Quadraro l’opera d’arte relazionale “Vuoti di memoria”, e altri ancora.

Sarà l’occasione per sviluppare la mappatura dei luoghi della memoria avviata dalla Comunità Educante Diffusa del VII Municipio e ricordare quegli adolescenti che non riuscirono a tornare, come Eldio Del Vecchio, su cui ascolteremo un geo-podcast dell’app Loquis, sulla sua pietra d’inciampo.

Eldio aveva 16 anni quando fu svegliato all’alba del 17 aprile 1944, per quel terribile rastrellamento nella borgata del Quadraro. Tremila Tedeschi, capeggiati dal colonnello Kappler arrestarono più di 900 persone. Tra questi c’erano Ebrei, Partigiani e militari allo sbando dopo l’8 settembre. I Tedeschi definivano quel territorio “nido di vespe”, sia per la densità della popolazione, sia per la peculiarità del territorio: con i tunnel tufacei ottimi per nascondersi. Tra i rastrellati c’erano semplici lavoratori e ragazzi come Eldio che, salutando la madre atterrita, le disse: “Stai tranquilla mamma ce portano a lavorà”. La deportazione fu durissima: dopo Fossoli arrivo a Buchenwald nel 1945, dove fu assassinato a pochi mesi dalla Liberazione. La sua pietra di inciampo è presso la sua casa a via dei Lentuli 60.

L’evento è conforme alle indicazioni anti-assembramento per cui si useranno sistemi radio per l’ascolto via radio con cuffie (portate le vostre) e altoparlantini, ed è promosso dalla Comunità Educante Diffusa del VII Municipio che sta realizzando una mappatura web, avviata due anni fa dall’Assessorato municipale alla Cultura, dei distretti culturali del territorio.

Un’operazione strategica su cui si sta innestando un approccio particolare definito “dislarghi” per intendere uno sguardo più aperto e partecipato, teso al coinvolgimento attivo delle nuove generazioni. Urban Experience condurrà il walkabout-esplorazione partecipata radionomade in cui si ascolteranno alcuni repertori audio documentali utilizzati nelle decine di azioni svolte “inciampando nella memoria” (vedi questo report in cui si tratta dell’esplorazione con i bambini della scuola primaria del Quadraro “Damiano Chiesa”, in cui si raccolse la testimonianza primaria del barbiere Gino a Via de Quintili sull’”apnea partigiana” evocata dalla stencil art che campeggiava sulla loro scuola, qui a fianco).

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