I ciclomobilisti e le Bike Lane che li fanno vivere meglio

I ciclomobilisti e le Bike Lane che li fanno vivere meglio
Solo chi si muove in bicicletta a Roma ogni giorno da anni, conosce l’invettiva “stai a destra!”, gridata a muso duro e preceduta da un suono di clacson prolungato da far accapponare la pelle, che ci viene rivolta anche quando siamo già a destra ma dobbiamo scartare un tombino, o abbiamo visto uno che sta per aprire lo sportello, o sta per attraversare in mezzo ai cassonetti dell’immondizia, oppure semplicemente c’è un ostacolo o peggio un’automobile in doppia fila. 

 

 

Con questo twit (link) il 22 giugno 2020 rispondevo alla diatriba “bikelane salita del quadrario si / no”.

 


Il video sotto, realizzato durante un bike to work day (link) in zona Tintoretto all’EUR, mostra chiaramente l’atteggiamento dei conducenti di automobili, aggravato dalla presenza di auto in divieto di sosta o doppia fila. Questo nonostante ci fossero molti ciclisti quel giorno e quindi molti in automobile si sono comportati in modo meno aggressivo… 
Notare tra l’altro che i due ciclomobilisti che viaggiano affiancati non stanno violando alcuna regola, perché il divieto di procedere affiancati è vietato fuori dai centri urbani, mentre chi suona il clacsono viola il codice della strada, visto che il pericolo che intende segnalare lo crea lui che pretende di passare, mentre non né ha lo spazio né il diritto, mettendo a rischio due persone.

 

 

Quindi solo chi non è mai andato in bicicletta a Roma, o è in mala fede (perché non vuole perdere spazio per la sua automobile), può affermare che la bikelane sulla salita (e la discesa del Quadraro) non siano utili (anche senza cordoli) anzi pericolose.
 
La salita e la discesa sono emblematiche dell’utilità della realizzazione delle bikelane, perché pur non essendo ripidissime ma solo leggermente lunghe comportano impegno per il ciclomobilista (specie se trasporta o è accompagnato da bambini), il problema “non sono” le auto o le moto che corrono (che quel problema ce lo ha anche chi guida altre auto e moto prudentemente), ma avere uno spazio proprio. 

 

Questa è lo spazio a disposizione
del ciclomobilista sulla Salita del Quadraro

 

Un conto è pedalare senza l’assillo di un’automobile o uno scooter dietro che freme e quindi si avvicina, è soffocante perché uno non può neanche accostare e fermarsi per proseguire a piedi (se non ce la fa), diverso è se dietro hai qualcuno che procede alla tua stessa velocità (infatti molte perplessità le ho nella convivenza con le BiPa ed i monopattini).
 

Attenzione, il fatto che ci parcheggino o ci salgano sopra non è un motivo per proclamarne l’inutilità, ma anzi per evidenziare maggiormente la necessità di queste infrastrutture per ridurre il numero di automobili che provoca poi nei meno educati, certi atteggiamenti menefreghisti.

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