Mobilità sostenibile, confronto tra Pums

Traffico, smog, funzionamento dei servizi. Costi sociali, economici e ambientali. Ogni grande città, in Italia come nel resto del mondo, deve fare i conti, a modo suo con questi fattori. Che molto spesso ne limitano l’efficienza. In questo l’organizzazione della mobilità diventa cruciale e Roma in questo può essere considerata un “modello”.

Lo ha ricordato anche il vicepresidente vicario dell’Assemblea Capitolina, Enrico Stefàno, aprendo la terza conferenza nazionale sui Piani Urbani della Mobilità Sostenibile. “La nostra città – ha detto – sconta ritardi enormi, infrastrutturali e di sistema. Negli anni ‘30 Roma aveva 400 km di tranvie, oggi solo circa 40 e questo dimostra che per smantellare ci vuole poco, mentre ricostruire richiede un percorso lungo e molti sforzi. Oggi noi ci stiamo provando attraverso il Pums che verrà sottoposto all’approvazione dell’Aula entro l’estate”.

Un panorama quello dei Pums che a livello nazionale risulta ancora molto frastagliato. A fronte dei 20 Piani già approvati, infatti, attualmente ce ne sono 91 in corso di definizione e altri 38 da approvare. Tra questi ultimi c’è anche quello romano che tuttavia si è già distinto per una caratteristica molto apprezzata dai tecnici, sia in Italia che in Europa. Ovvero la scelta di aprire il dibattito alla società civile nell’ottica di un confronto costruttivo per il bene di tutti.

Un elemento sottolineato dal presidente e amministratore delegato di Roma Servizi per la Mobilità, Stefano Brinchi, nel suo intervento. “Alla necessità di raccogliere i dati sulle esigenze di spostamento dei romani – ha ricordato – abbiamo associato una fase di ascolto e di valutazione delle proposte che ha dato risultati importanti. A questo è seguito il confronto con i singoli Municipi con quali abbiamo organizzato 18 incontri aperti. Un Pums è fatto di infrastrutture e regole, perché fondamentale è lavorare su una scelta consapevole del nostro viaggio in città”.

Tra gli altri contributi interessanti anche la conferma sull’imminente apertura della ciclabile lungo via Nomentana, a completamento di quello che forse è il primo corridoio multimodale della città, dove traffico privato, mezzi pubblici (compresi i filobus) e biciclette possono muoversi in uno spazio loro riservato e protetto.

Oggi la seconda giornata della Conferenza, con il confronto tra le varie esperienze europee. Dalle quali trarre nuovi spunti.

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